Saturday, May 09, 2009

dei grandi e piccoli pesci



la vita è come un lurido acquario.

e come nell'acquario si tratta solo di rapporti di forza e di equilibri dettati non dal diritto ma dalla necessità. provate a leggere quest'articolo dell'Unità online di oggi, e ditemi se la conclusione, amara, della vicenda non è proprio la conferma di questo assunto:



sono consapevole che imporre una morale alla storia sia una gran stupidaggine, per quanto molti, a cominciare dagli estensori dei libri scolastici, vorrebbero credere e
far credere il contrario. mentendo a sé stessi e ai giovani in assoluta malafede.

io non cercherò di farlo, limitandomi a constatare come, per quanto possa sembrare ingiusto, anche i pirati del Golfo di Aden non riusciranno a scardinare alcuna delle tristi regole della sopravvivenza umana. certo, lì per lì la cosa urta la sensibilità, ma si tratta di un riflesso delle nostre (false) dipendenze dai concetti legati alla morale astratta. siamo stati per troppo tempo, e dalla società stessa, viziati da concetti intrisi di morale. la stessa "giustizia", è cosa che nella realtà del mondo estremamente relativa e opinabile.

verrebbe comunque da dire: "Ma quali aids, droga e alcool...." perché a guardare con occhio imparziale e critico la faccenda c'è solo da constatare con una triste serenità che i pesci grossi del posto - sceicchi e clero islamico - non riescono semplicemente a sopportare che i pesci piccoli - i pirati - si siano autoorganizzati per uscire dalla miseria con l'unica strada possibile da quelle parti: la violenza. solo che questa volta, anziché per un'ideologia, una fede, o per un cazzo di capotribù, i pirati
lavorano in proprio.

ed è questo, è sempre stato questo, quello che non va giù alla morale e alla sensibilità dei pesci grossi a nessuna latitudine. cioé che i mangiamerda, i paria, o semplicemente altri uomini, decidano di fare da sé e prendersi, con i mezzi che hanno, la loro fetta di torta. in posti dove, di torte sul tavolo, ce ne sono ben poche. sfido qualunque individuo a credere che, senza i pirati somali, l'Africa non avrebbe mai conosciuto l'Aids. per l'alcool e la droga.... è storia vecchia. sai che corruzione dei costumi nelle bidonvilles africane con questi filibustieri in arrivo.... i corsari di Aden hanno davvero rovinato un Eden! come non credere a queste cazzate e pruderie "morali" di sceicchi e pretuncoli?

peraltro.... lungi da me fare un ritratto romantico ed egualitario del pirata. il pirata, ogni pirata, è semplicemente un delinquente che cerca a suo modo e con i suoi mezzi di ritagliarsi una nicchia di potere e benessere in ecosistemi umani estremamente duri e contrassegnati dalla più spietata povertà. quello che è però importante da capire è il meccanismo sociale che determina tali sussulti di moralismo nelle alte sfere. ed è il mero, banalissimo fatto che che le élites non tollerano la "libera iniziativa", specialmente se parte dai sottoposti, desiderando avere come è ovvio il monopolio della violenza in nome di colossali balle chiamate "moralità" e "religione".

detta papale papale: i potenti continuino a fare i loro porci comodi e a esercitare la violenza travestita da autorità politica o religiosa. i poveri, quando non sono utile carne da cannone per la politica dei capovillaggio, stiano a grattarsi le croste nei loro tuguri, crepino possibilmente senza dare troppo nell'occhio, e non si azzardino a fare concorrenza ai pesci grossi.

che l'acquario è schifosamente stretto.

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