Sunday, May 17, 2009

quando cadono le tigri


there is no oil in sri lanka to encourage UN to interfer to stop this crazy war.
ta7ady361 (a user of Youtube)

oggi muoiono le ultime speranze di un popolo oppresso. oggi viene ammazzata la libertà di avere una propria patria, una propria nazione.

oggi si compie un genocidio iniziato dal governo dello Sri Lanka. oggi stanno cadendo uomini e donne che hanno come colpa quella di combattere per la sopravvivenza del proprio popolo e per il diritto a avere una patria. e stanno cadendo nell'indifferenza criminale dei governi occidentali, incluso il nostro. un popolo i cui combattenti sono stati insultati col nome di "terroristi" mentre stanno solo combattendo per la propria libertà e lo fanno da quando chi vi scrive è nato. da 36 anni.

eppure nessuno si straccia le vesti per i Tamil, nessuno dei nostri "democratici" politicanti, giornalistucoli, opinionisti da cialtronata, salta su come se avesse il fuoco al culo per difendere un popolo oppresso e angariato. un popolo che oggi è sbattuto in veri e propri campi di concentramento. se ne fregano. se ne sbattono bellamente.

certo, bisogna essere onesti, i nostri politucoli e compagnia bella non sono sempre così insensibili al dolore altrui. oh come avrebbero strillato, se al posto di Ilakanthai, villaggio Tamil bersagliato dalla marina dello Sri Lanka, ci fossero state Sderot o qualche insediamento di coloni nel Negev. allora si che avreste visto centinaia di "onesti rappresentanti del popolo" saltar su, indignati, dai banchi del parlamento. allora si che le testate dei nostri "equidistanti" giornali avrebbero titolato a gran voce e con ossessivo allarme. per non parlare di certi campi di concentramento: per quanto essi possano appartenere a un lontano passato riescono benissimo a offuscare così bene la vista di tutte queste belle anime da impedir loro di vedere i lager aperti e funzionanti a tutt'oggi. si vede che ci sono lager di serie A la cui tragedia debba essere ossessivamente cantata come un mantra religioso, e lager destinati a perpetuo silenzio anche quando si trovano sotto i nostri occhi. peraltro, anche per altre faccende, se gli aguzzini di Abu Ghraib non fossero stati così stupidi da postare su Internet le loro prodezze manco ne avremmo saputo nulla.

siamo onesti: qualcuno ha fatto e diffuso ampiamente un film sui Tamil, magari un film che abbia avuto anche solo un centesimo dell'attenzione e della grancassa mediatica dedicata ai film sulla Shoah?

pare di no. i Tamil non hanno uno straccio di Spielberg, un Lumet, un Molle, un Mihaileanu, una Margaret Von Trotta, un Kassovitz, o - da noi - un Rosi o un Benigni disponibili, si vede! per non parlare dell'editoria. è ormai chiaro che politicanti, imbrattagiornali, editori e cineasti hanno una cecità e sordità selettive in quanto a catrastrofi umanitarie e una percezione alquanto elastica riguardo a "crimini contro l'umanità".

oggi che le Tigri Tamil stanno combattendo la loro ultima battaglia senza speranza, senza pietosi riflettori e pubblicità dovuti a popoli evidentemente "eletti", non posso non ricordare altre tigri che si batterono con altrettanto coraggio e che con altrettanta dignità seppero cadere senza riscatto e con pochissimi disposti a tramandarne memoria: le Byakkotai, i 305 samurai della Guerra Boshin. ultimi esponenti di quella sempre più rara e criminalizzata razza di guerrieri e veri uomini che sanno cosa significhino parole come onore e nazione, parole dimenticate dalla canaglia venduta e servile che ora detta legge nelle nostre "democrazie". un esempio di valore e coraggio che è a "ragion veduta" bandito dal vocabolario dei popoli e della gioventù in questo occidente fondato sul disonore, sul mercato e sulla viltà. non sono certo modelli da incoraggiare questi: quello del samurai che affronta una battaglia impari e disperata - nude spade contro fucili e cannoni - o quello delle donne-bomba Tamil, o quello dei Kamikaze, o quello di chi giurò fino all'ultimo di difendere il proprio sangue, il proprio onore, la propria nazione e cadde nelle proprie città bombardate da americani e russi. non è un bell'esempio, questo, non è il mondo dei "parlamenti democratici", dell'"informazione onesta" e del "libero mercato", questo. ed è una vergogna che i governanti del Giappone abbiano dimenticato i loro martiri per assecondare questo eccidio.



è invece un mondo antico, e forse morente, ma è il mondo a cui ci inchiniamo incapaci di tanto coraggio, il mondo a cui dedichiamo il nostro silenzio e il nostro dolore.



per le ultime Tigri. per gli ultimi eroi.

0 comments: